Il 2025 sta per concludersi e, come di consueto, festeggio l’anniversario della creazione di Djed Medu! Era infatti il 29 dicembre 2013, quando pubblicavo il primo articolo del mio blog di egittologia che, ormai un anno fa, è stato completamente rinnovato nella veste grafica e non solo (ne approfitto per chiedere il vostro parere sul nuovo sito: vi piace? Avete commenti, critiche, consigli?).
È stato un anno decisamente intenso dal punto di vista lavorativo per me, tra pubblicazioni, ricerca ngli archivi, la fruttuosa collaborazione con la Biblioteca Universitaria di Pisa, la gestione editoriale della rivista Egitto e Vicino Oriente, lezioni e tirocini all’Università di Pisa e qualche pezzo scritto per National Geographic. Inoltre, sono tornato a scavare nella necropoli di Dra Abu el-Naga, a Tebe Ovest, da vice-direttore della missione dell’Università di Pisa.
E, last but not least, ho partecipato in prima persona all’organizzazione degli eventi celebrativi del bicentenario delle prime lezioni di Egittologia al mondo, tenute nell’anno accademico 1825-26 a Pisa da Ippolito Rosellini. Con grande soddisfazione, infatti, ho fatto parte del comitato scientifico del convegno internazionale “Recentering the Formation of Modern Egyptology: Egypt, Pisa and Livorno 1770s-1825” e ho curato la mostra “Ippolito Rosellini, Pisa e la nascita dell’Egittologia moderna” (avete tempo fino all’11 gennaio per visitarla!).
Dal punto di vista egittologico più globale, l’attenzione del pubblico è stata catalizzata soprattutto dalla tanto attesa inaugurazione del Grand Egyptian Museum ma anche da altre notizie da musei che, come vedremo, non sono state solo positive. Ovviamente non sono mancate importanti scoperte archeologiche e ricerche accademiche. Ecco quindi di seguito le principali news egittologiche del 2025:
Gennaio 2025

Le scoperte archeologiche più rilevanti si sono concentrate soprattutto all’inizio dell’anno. Proprio a gennaio, infatti, si sono registrati a el-Asasif i ritrovamenti di ben 1500 blocchi decorati che facevano parte del tempio a valle di Hatshepsut e, sempre nella stessa necropoli, della tomba del Sovrintendente del Palazzo della regina Tetisheri. A Saqqara, invece, è stata individuata la variopinta sepoltura di un medico reale di Pepi II.
Febbraio 2025

Il ritrovamento che ha ricevuto la più grande copertura mediatica dell’anno è stato sicuramente quello della tomba di Thutmosi II, non a caso incluso anche nella top 10 di Archaeology Magazine. Individuata già nel 2022 nella Valle C dello Wadi Gabbanat el-Qurud, a sud-est della Valle dei Re, la sepoltura reale conteneva pochi oggetti, ma sufficienti a riconoscere l’importante defunto, che comunque fu spostato almeno due volte.
Marzo 2025

Numerose scoperte sono state effettuate anche a marzo e ricordiamo in particolare quelle nel Delta Orientale della tomba di un generale di Ramesse III, di un tesoretto di anelli e amuleti d’oro di Epoca Tarda sepolto a Karnak e soprattutto ad Abido dell’ultima dimora di un faraone ancora sconosciuto del Secondo Periodo Intermedio. In poche settimane, quindi, è stato annunciato il ritrovamento di ben due tombe reali.
Aprile 2025

In realtà, la wave delle tombe reali non si è interrotta a marzo, ma un mese dopo è stata comunicata la scoperta della sepoltura di un altro membro della corte. Non di un faraone, ma comunque di un principe ereditario. Dallo scavo di Zahi Hawassa a Saqqara è infatti emersa l’ultima dimora di Userefra, figlio di Userkaf, primo faraone della V dinastia.
Maggio 2025

Non potevo non segnalare i risultati dei “vicini” di scavo. La missione egiziana a Dra Abu el-Naga, che lavora a due passi dalla nostra dell’Università di Pisa, ha individuato tre tombe di Nuovo Reno. Le due più antiche risalgono alla XVIII dinastia e appartenevano a Pakhy, Sovrintendente ai granai, e a Sa, Governatore delle oasi del Nord. Nella terza tomba, invece era deposto un sacerdote ramesside di nome Amenemopet.
Giugno 2025

Quando a parlare è Zahi Hawass, spesso si passa attraverso dichiarazioni ufficiose, canali inusuali e promesse di grandi notizie. Non fa eccezione questo caso in cui l’archeologo egiziano ha affermato a un podcast di aver identificato nuovi graffiti in una delle camere di scarico della Piramide di Cheope e soprattutto due “vuoti” inediti che dovrebbero essere confermati nel 2026.
Luglio 2025

Dai cantieri archeologici ai laboratori. Per la prima volta in assoluto, gli scienziati sono stati in grado di sequenziare il genoma completo di un antico egiziano. L’analisi del DNA è stata effettuata sui resti scheletrici di un uomo vissuto intorno al 2855-2570 a.C. e sepolto nella necropoli di Nuwayrat, nei pressi di Beni Hassan. I risultati dello studio hanno rilevato un’ascendenza per l’80% dalle popolazioni neolitiche del Nord Africa e per il 20% da popoli della Mesopotamia e aree limitrofe.
Agosto 2025

Nell’anno in cui è diventata virale la bufala (tutta italiana) di fantomatiche strutture nascoste sotto la Piramide di Cheope, menziono per la seconda volta, con prudenza, il rilevamento di vuoti nelle piramidi di Giza. Questa volta è il turno della più piccola, quella di Micerino, che potrebbe nascondere un ingresso sul lato orientale.
Settembre 2025

Il 2025 egittologico purtroppo è stato macchiato da un gravissimo avvenimento. Un prezioso bracciale appartenuto al faraone Amenemope, parte del tesoro della necropoli reale di Tanis, è stato prima derubato dal Museo Egizio del Cairo e poi fuso per ricavarvi l’oro. Un inestimabile reperto è stato quindi perso per sempre per poco più di 3000 euro.
Ottobre 2025

Il bracciale di Amenemope era destinato a Roma, per la mostra evento “Tesori dei Faraoni“. Mai così tanti reperti, ben 130, erano stati prestati dall’Egitto all’Italia. Tralasciando il discutibile progetto espositivo, pezzi eccezionali, in gran parte dal Museo Egizio del Cairo, saranno visibili presso le Scuderie del Quirinale fino al 3 maggio 2026.
Novembre 2025

L’aspettavamo da oltre 20 anni, ma finalmente il 1° novembre si è tenuta l’inaugurazione definitiva del Grand Egyptian Musem. Una sfarzosa cerimonia ha aperto le porte del più grande museo archeologico al mondo dedicato a una sola civiltà. Io l’ho visitato appena dopo l’apertura e vi propongo qualche consiglio per affrontare al meglio il lungo percorso espositivo.
Dicembre 2025

Chiudiamo l’anno con una scoperta tutta italiana, annunciata pochi giorni fa. La missione delle università di Torino e di Napoli “L’Orientale”, diretta dai professori Massimiliano Nuzzolo e Rosanna Pirelli, ha portato alla luce ad Abu Ghurab il tempio a valle di Nyuserra, vasto edificio che faceva parte del complesso solare del faraone della V dinastia.




