L’epilogo peggiore si è concretizzato. Il bracciale d’oro e lapislazzuli rubato dal Museo Egizio del Cairo è purtroppo perso per sempre. Solo ieri il Ministero del Turismo e delle Antichità aveva comunicato la sparizione di un prezioso monile del faraone Amenemope (993-984 a.C.), parte del tesoro della necropoli reale di Tanis.
La mancanza dai laboratori di restauro era stata notata e subito segnalata lo scorso 13 aprile dal vice-direttore del Museo Egizio del Cairo e da un restauratore. Le indagini sono risalite all’autrice del furto, un’altra restauratrice che avrebbe sottratto il bracciale il 9 settembre durante il servizio. Il bracciale si trovava nei laboratori perché in preparazione per essere spedito in Italia, per la mostra “Tesori dei Faraoni“.
La donna avrebbe poi contattato un conoscente, il proprietario di un negozio di argenteria nel quartiere cairota di El-Sayeda Zeinab, che a sua volta avrebbe venduto il reperto a un gioielliere di Al-Sagha, il distretto degli orafi, per 180.000 sterline egiziane (EGP, circa 3100 euro).
Infine, il gioiello sarebbe stato ceduto per 194.000 EGP (3460 euro) a un dipendente di una fonderia dove il pezzo è stato fuso e l’oro ricavato è stato incorporato con quello di altri oggetti. Tutti i responsabili sono stati arrestati, hanno confessato e per questo saranno processati. Ma intanto, nell’estrema difficoltà di piazzare una refurtiva così scottante, si è deciso di guadagnare poche migliaia di euro, perdendo un’inestimabile testimonianza della perizia artigianale egizia.
Fonte: Luxor Times




