Il passaporto di Ramesse II (bufale eGGizie*)

passaporto di Ramesse II
Il presunto passaporto di Ramesse II (credit: Heritage Daily)

Il 26 settembre 1976, Ramesse II atterrava con un volo militare all’aeroporto Le Bourget di Parigi, ottenendo i giusti onori di solito tributati a un Capo di Stato, anche se, in questo caso, vissuto 3200 anni prima. La mummia del faraone, infatti, stavano subendo un veloce deterioramento causato da funghi e insetti, così si decise di trasportarla nella capitale francese per risolvere il problema. Tuttavia, questo viaggio viene spesso raccontato menzionando un presunto passaporto che avrebbe accompagnato il passeggero speciale e ne viene addirittura mostrata la prima pagina con tutti i dati anagrafici e la foto di Ramesse II.

I resti del re erano stati scoperti nel 1881 nella cachette di Deir el-Bahari (TT 320) a Luxor e poi sbendati nel 1886 al Cairo da Gaston Maspero, il direttore del Museo di Bulaq, antenato di quello di Piazza Tahrir. Da questo momento, passò quasi un secolo prima che ci si rendesse conto che le condizioni di esposizione presso il nuovo Museo Egizio fossero deleterie per la conservazione. Così, dopo le analisi del medico Maurice Bucaille nel 1975 e grazie all’appello di diversi egittologi come la celebre studiosa transalpina Christiane Desroches-Noblecourt e all’accordo tra il presidente egiziano Sadat e quello francese Giscard, Ramesse II prese il volo verso l’Europa.

Il passaporto di Ramesse II (bufale eGGizie*) - Djed Medu
L’arrivo della mummia di Ramesse II a Parigi (ph. Getty Images)

La mummia fu accolta dalla sottosegretaria alle Università Alice Louise Saunier-Seité, dall’ambasciatrice della Repubblica Araba d’Egitto in Francia, dal comandante in capo della base aerea e da Desroches-Noblecourte; fu salutata da una parata militare e dall’inno nazionale egiziano, per poi essere trasportata al Musée de l’Homme, dove ricevette le cure di oltre 100 specialisti e in particolare di Pierre-Fernand Ceccaldi, medico forense a capo del laboratorio della polizia scientifica di Parigi. Gli esami, durati quasi 8 mesi, rilevarono altezza (1,72 m, considerevole per l’epoca, ma da giovane poteva raggiungere i 185 cm), età (85-90 anni) e causa della morte (forse una grave infezione propagata da una carie), oltre a tracce paleopatologiche, come ferite, fratture, arteriosclerosi e spondiloartrite anchilosante.

Vennero analizzate anche le sostanze usate per l’imbalsamazione e si bloccò la proliferazione del fungo Daedalea Biennis con i raggi gamma. Una volta restaurato e radiosterilizzato, il corpo di Ramesse II tornò in Egitto il 10 maggio 1977 e fu ricollocato nella Sala delle mummie del Museo Egizio (oggi si trova nel NMEC). Ritornando al viaggio di andata, come detto, la notizia viene spesso accompagnata dal curioso dato sul passaporto, apparentemente necessario per chiunque, vivo o morto, debba entrare in Francia. Altre versioni imputano invece alle leggi egiziane l’obbligo di possedere un passaporto valido per lasciare il Paese. Dovendo compilare tutti i campi del documento, si sarebbe perfino deciso di scrivere “Re (deceduto)” alla voce professione.

L’immagine virale del passaporto di Ramesse II, seppur in molti ci credano, è palesemente falsa. Al di là degli occhi chiusi della mummia nella foto che non sarebbero mai accettati da un ufficiale della dogana, il tipo di documento non è quello che usavano i cittadini egiziani negli anni ’70. Come sempre, basterebbe una velocissima ricerca su Google Immagini o un po’ più di attenzione per notare il link heritagedaily.com sotto il codice a barre. L’immagine è infatti una ricostruzione artistica pubblicata nel 2018 in un articolo di Heritage Daily, testata che evidentemente è stata costretta ad aggiungere un disclaimer. La storia del “Re (deceduto)”, invece, è precedente e comincia a leggersi già intorno al 2002.

Il passaporto di Ramesse II (bufale eGGizie*) - Djed Medu
Come non notare il segno del controllo ortografico di Word?

Dato per assodato che la foto sia fake, bisogna capire se almeno sia attendibile l’esistenza di un passaporto speciale per Ramesse II. Non ci sono leggi francesi che lo impongano per le persone morte; inoltre, le mummie, fino a pochi anni fa, erano considerate semplici reperti archeologi, oggetti come gli altri resti umani. È sicuro che siano state firmate centinaia di scartoffie per autorizzare il delicato trasferimento dal Cairo a Parigi, ma non fu rilasciato alcun passaporto. L’incomprensione alla base di questa bufala potrebbe essere nata da Desroches-Noblecourt stessa che, nella sua parte del report pubblicato nel 1985 dal Muséum national d’Histoire naturelle, scrive che fu necessario un “passaporto” per portare la mummia fuori dall’Egitto.

 

(*A scanso di equivoci, il nome della rubrica contiene volutamente un errore ortografico per sottolineare il carattere a dir poco ridicolo di alcune notizie riguardanti l’antico Egitto che circolano nel web e non solo)