Una recente ricerca sembrerebbe aver individuato due nuovi vuoti nella Piramide di Micerino, la più piccola delle tre principali di Giza. Stranamente la notizia non ha ricevuto il risalto che ci si aspetterebbe; anzi, è passata decisamente sotto traccia, soprattutto se ripensiamo al clamore immotivato scoppiato qualche mese fa attorno all’ipotesi “alternativa” sul sottosuolo della Piramide di Cheope. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista NDT & E International e sono liberamente consultabili.
Un team internazionale diretto da Khalid Helal (Cairo University), già coinvolto nello ScanPyramids Project, e che vede la partecipazione di Zahi Hawass come unico egittologo, ha effettuato una serie di esami non invasivi alla base della facciata est della Piramide di Micerino, utilizzando la tomografica di resistività elettrica, il georadar e il controllo ultrasonico. In corrispondenza di un’area curiosamente più levigata dei blocchi di granito di copertura, proprio come attorno all’ingresso a nord, sono state rilevate due piccole anomalie di 0,90×0,70 e 1,5×1 m, con una profondità di almeno 3 metri e mezzo.
Non è chiara la natura di questi dati, che potrebbero dipendere anche da diverse proprietà fisiche dei blocchi esaminati. Gli stessi autori dello studio restano molto cauti, ammettendo che non è stato ancora possibile definire le dimensioni esatte delle anomalie e che è necessario l’apporto degli egittologi per discutere le conclusioni.

Fonte: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S096386952500012X





