Una stele con una nuova versione del Decreto di Canopo è stata individuata da una missione egiziana nel Delta nord-orientale. L’importantissima scoperta è stata effettuata nel sito Tell el-Faraun, corrispondente all’antica città di Imet. Il reperto in arenaria è alto 127,5 cm, largo 83 e spesso 48. Sulla sommità arrotondata è inciso un disco solare alato fiancheggiato da due urei che indossano le corone dell’Alto e Basso Egitto.
Ciò che è veramente importante è però il testo geroglifico, che si sviluppa su 30 linee con il celebre Decreto di Canopo. Il documento è chiamato così perché vergato in onore di Tolomeo III Evergete, la regina Berenice II e la loro defunta figlia Berenice il 7 marzo del 238 a.C., durante un’assemblea di sommi sacerdoti nella città di Canopo, a est di Alessandria.
La coppia reale viene ampiamente lodata per via dei provvedimenti politici, le riforme e le donazioni ai templi: il mantenimento della pace interna, la campagna militare asiatica con il recupero delle statue depredate da Cambise II di Persia, la riduzione delle tasse durante la piena del Nilo, il sostegno ai culti di Apis e Mnevis, la fondazione di una quinta categoria sacerdotale consacrata per l’appunto agli “déi Evergeti”, l’istituzione di una nuova festa religiosa nel giorno della levata della stella Sirio, la deificazione della figlia Berenice e soprattutto la riforma del calendario con l’introduzione dell’anno bisestile.
Nel testo del Decreto di Canopo si legge anche che si dovessero produrre più copie, scritte in geroglifico, demotico e greco – proprio come la Pietra di Rosetta -, da distribuire nei principali santuari d’Egitto. La stele appena scoperta, seppur completa, comprende solo la parte in geroglifico. Finora se ne conoscevano altri sei esemplari, a partire da quelli ritrovati a Tanis nel 1866 da Lepsius e a Kom el-Hisn nel 1881 da Maspero. Gli altri sono più frammentari e provengono da una soglia di una moschea del Cairo (oggi al Louvre), da Karnak e, ultima a essere scoperta nel 2004, da Tell Basta.




