A Tell el-Yahudiya, nel Delta orientale, una missione egiziana ha scoperto una serie di tombe rupestri che risalgono dalla fine del Nuovo Regno all’inizio del Periodo Tardo (XI-VI sec. a.C. circa). Al di sopra della necropoli, invece, si istalla un accampamento romano, a testimonianza della continua occupazione del sito, seppur con un cambiamento di destinazione.

Le tombe si divino in due tipologie architettoniche. La prima prevede una scalinata d’ingresso che conduce a un ambiente con nicchie funerarie alle pareti, un po’ come una catacomba. La seconda, invece, presenta un pozzo funerario alla cui base si aprono due camere sepolcrali. Queste strutture sono rare nel Delta per via della composizione argillosa del terreno. Tra gli oggetti del corredo funebre, si possono annoverare vasi (tra cui uno con le fattezze del dio Bes), sarcofagi in terracotta e amuleti.

Tell el-Yahudiya è nota per una classe di ceramiche del Secondo Periodo Intermedio (1700-1550 a.C. circa), che prende il nome dal sito dopo che Flinders Petrie ne trovò i primi esemplari proprio lì. Le ceramiche di Tell el-Yahudiya, dalla tipica forma di brocchetta, furono esportate in tutto il Mediterraneo orientale e per questo si trovano in grande quantità nel Delta, nel Levante a Cipro.




