Questo pomeriggio, presso il Museo del Sannio di Benevento, il Direttore generale Musei del Ministero dela Cultura Massimo Osanna ha presentato ufficialmente il progetto di riorganizzazione e riqualificazione del polo museale con l’apertura al pubblico, presso il Chiostro di Santa Sofia, del cantiere di restauro dei reperti archeologici. Tra le altre cose, è previsto anche l’intervento sulle numerose antichità che provengono dal Tempio di Iside.
A Benevento, infatti, si trovava uno dei più importanti santuari dedicati alla dea egizia nell’Impero romano, costruito nell’88-89 d.C. in onore di Domiziano. La quantità e la qualità dei ritrovamenti, compiuti soprattutto nel 1903, testimoniano la presenza di un tempio fuori dalla norma, in particolare per l’apparato decorativo che, diversamente dagli altri esempi italiani, s’ispirava direttamente all’arte egiziana. Un viale fiancheggiato da sfingi e statue di Horus-falco, Thot-babbuino, sacerdoti e sacerdotesse di culti faraonici conduceva all’edificio sacro che, tuttavia, non è mai stato individuato.
Lo stesso Champollion nel 1826 si recò a Benevento e tradusse i testi geroglifici di due obelischi che parlano proprio della fondazione del tempio da parte del legato Marco Rutilio Lupo. Uno dei monoliti di granito si trova oggi in Piazza Papiniano mentre l’altro, frammentario, è esposto presso il Museo di Arte Contemporanea del Sannio. Proprio all’Arcos è attualmente conservata la sezione egizia del Museo del Sannio che verrà riunita nel nuovo allestimento.
Fonte: Direzione generale Musei MiC




