Oasi di Bahariya, scoperti resti di un tempio della 26ª dinastia

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A El-Qasr el-Qadim, nei pressi del villaggio di El-Qasr, uno dei principali centri dell’Oasi di Bahariya, gli archeologi egiziani hanno individuato nuovi resti di un tempio risalente alla 26ª dinastia e indagato dal 2014. Il santuario fu realizzato per volere del faraone Psammetico I (664-610 a.C.) e completato da Apries (589-570) e Amasi II (570-526).

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I resti del tempio (ph. MoTA)
Oasi di Bahariya, scoperti resti di un tempio della 26ª dinastia - Djed Medu
La sala ipostila (ph. MoTA)

Grazie alla scoperta nelle campagne precedenti di una placca in bronzo, si conosceva già il nome del tempio, cioè Ib-set, “Sede del cuore”. Durante questa stagione, invece, è stata scavata la sala ipostila, con le basi di 16 colonne in arenaria e blocchi inscritti recanti il nome di Psammetico e di divinità come Amon-Ra, la sposa Amunet e Khonsu. Attorno a questo ambiente principale si trovavano altre stanze e cappelle, tra cui spicca quella dedicata da Pa-di-Iset, importante sacerdote e governatore dell’Oasi di Bahariya in Epoca Tarda (nella vicina necropoli è nota la tomba di un personaggio analogo, forse lo stesso?, chiamato Pa-di-Astarte; cfr. PM VII, p. 301).

Oasi di Bahariya, scoperti resti di un tempio della 26ª dinastia - Djed Medu
Il nome del tempio evidenziato (ph. MoTA; elaborazione grafica M. Mancini)

Tra i ritrovamenti nel tempio, c’è la testa di una statua che, secondo la missione del Supreme Council of Antiquities, apparteneneva a un sacerdote o funzionario locale; si possono citare poi anche una statua di Thot e bronzetti di Osiride e Ra-Harakhty risalenti all’Epoca Tarda, a cui si aggiungono una stele con il cartiglio del faraone di 18ª dinastia Amenofi II (1427-1400) e blocchi con il nome di Ramesse II (1279-1213), a conferma dell’interesse dell’Oasi di Bahariya anche durante il Nuovo Regno.

Oasi di Bahariya, scoperti resti di un tempio della 26ª dinastia - Djed Medu
Testa di statua (ph. MoTA)
tempio oasi di Bahariya
La stele di Amenofi II e il blocco con il cartiglio di Ramesse II (ph. MoTA)

Infine, sono state individuate tracce di frequentazione del sito anche in periodo greco-romano e tarda-antichità, fino al 4° e 5° sec. d.C., come ostraka e altri testi scritti in latino e copto e installazioni artigianali per la produzione e lo stoccaggio di vino e olio.

 

 

Fonti: Ministero del Turismo e delle Antichità; Ahram Online