A Tell Quesna, sito del Delta centrale del Nilo, 60 km a nord del Cairo, una missione del Consiglio Supremo delle Antichità egiziane ha scoperto un complesso funerario collocabile tra la fine dell’Epoca tarda e il Periodo tolemaico (IV secolo a.C. circa). Da queste tombe sono emerse centinaia di oggetti, tra ushabti e amuleti, e ceramiche che indicano fiorenti commerci tra Egitto e le isole dell’Egeo.

La struttura è composta da un ambiente centrale collegato a sale laterali con ingressi a volta. Come detto, i corredi si compongono di 560 ushabti in faience e numerosissimi amuleti di vari materiali, tra cui – da quello che posso vedere nelle foto rilasciate dal Ministero – scarabei, occhi udjat, cuori ib, doppie piume, pilastri djed, squadre, dita e piccole figurine divine. Quello che spicca, però, è la presenza di ceramica da Rodi, in particolare un’ansa di anfora con il sigillo del produttore.

La necropoli di Tell Quesna, scoperta nel 1991, è una delle più importanti tra quelle non reali del Delta centrale. Le sepolture in quest’area vanno dall’Epoca tarda al Periodo Romano e hanno portato a ritrovamenti che ho già trattato negli scorsi anni sul blog.






