Nel cuore del Cairo Vecchio, sotto l’iconica Cittadella di Saladino, emergono importanti testimonianze del passato della capitale egiziana. Nuove strutture risalenti all’epoca mamelucca sono state infatti scoperte ai piedi della collina di Muqattam, sulla quale sorgono la fortificazione e la Moschea di Muhammad Ali. I ritrovamenti sono il frutto di tre anni di scavo della missione franco-egiziana diretta da Simon Connor (Institut Français d’Archéologie Orientale) e Mohamed Ibrahim (Università di Ain Shams).
L’indagine si è divisa in due settori principali, lungo le pendici della collina.

A sud, nel quartiere di Arab el-Yassar, è stato identificato un complesso sistema di approviggionamento idrico che serviva a portare acqua alla Cittadella di Saladino attraverso l’acquedotto di Magra el-Uyunin in epoca mamelucca (in particolare tra i sultani al-Nasir Muhammad, 1293-1309, e Qansuh al-Ghuri, 1501-1516). Le infrastrutture erano composte da due pozzi in pietra, profondi 10 e 8 metri, una rete di canali, una grande cisterna sotterranea e almeno quattro saqiya, ingegnose macchine che consentivano di spostare l’acqua a livelli più alti attraverso grandi ruote azionate da animali e recipienti ceramici.

A nord della Cittadella di Saladino, nel quartiere di el-Hattaba, sono emersi resti di una moschea mamelucca. In particolare, sono state identificate alcune delle strutture principali dell’edificio, come la l’iwan, sala monumentale aperta solo su un lato, il mihrab, la nicchia rivolta verso la Mecca, il riwaq, il porticato sul cortile esterno, oltre a sezioni della pavimentazione originale in pietra. Nei pressi della moschea è stata ritrovata anche un’antica tomba risalente al primo periodo islamico o tardo bizantino, insieme a un gruppo di sepolture di epoca mamelucca e ottomana, che testimoniano il continuo utilizzo del cimitero lungo i secoli.
In quest’area sono stati scoperti numerosi reperti, come monete, gioielli, sigilli, parti di armi e frammenti di giornale e altri documenti cartacei, che arrivano perfino al periodo dell’occupazione del sito da parte di Napoleone Bonaparte (1798-1801).



Fonte: Ministero del Turismo e delle Antichità
La pagina della missione: https://www.ifao.egnet.net/recherche/archeologie/citadelle-du-caire/





