Ho recentemente visitato il Museo Egizio del Cairo e colgo così l’occasione per illustrarvi le novità dell’ultimo anno da Piazza Tahrir. Con l’attenzione rivolta al Grand Egyptian Museum (ben 18.000 visitatori nel primo giorno di apertura e biglietterie chiuse alle 12.00 di oggi), mi aspettavo un deciso calo di afflusso di turisti che, però, hanno comunque riempito le sale del museo. La maggior parte dei cambiamenti riguardano piccoli spostamenti degli oggetti nelle vetrine e interventi di pulizia e restauro, ma ci sono anche modifiche consistenti e allestimenti permanenti inediti. Vi ricordo che il museo è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.00 e che il prezzo pieno è di 550 sterline egiziane (circa 10 euro).
Il giardino del Museo Egizio del Cairo riallestito
La prima novità si trova subito dopo aver varcato i cancelli. Tutto attorno al cancello, sono stati costruiti edifici, non tutti finiti per la realtà, che ospitano o che lo faranno nel prossimo futuro ristoranti, bookshop e negozi di souvenir. La quasi totalità dei reperti che erano esposti nel giardino non è stata ancora ricollocata e non so se il progetto preveda che torni nello stesso posto, ma è stata realizzata una nuova vasca centrale con due sfingi in granito di Thumosi III da Karnak e la parte alta di un obelisco di Ramesse II (foto in alto).
Mostre su Soknopaiou Nesos e Tutankhamon
Nel galleria 13 al primo piano, dove prima erano collocati alcuni oggetti del corredo di Tutankhamon, è stata allestita una mostra temporanea tutta italiana, “Soknopaiou Nesos: the Temple of Sobek and Isis Nepherses”, a cura di Paola Davoli e Alberto Buonfino (Università del Salento e Museo Papirologico). Inaugurata il 29 ottobre per celebrare il ventennale della missione archeologica in Egitto dell’ateneo pugliese, vedrà esposti fino alla fine dell’anno reperti che provengono dal tempio di Sobek e Iside Nepherses del sito fayyumita di Dime es-Seba, dove lavora la missione diretta dalla prof.ssa Davoli.
Altra mostra temporanea, sempre al primo piano del Museo Egizio del Cairo, è “Tutankhamun: excavating the archive”, curata dal Griffith Institute dell’Università di Oxford. Proprio di fronte alla sala in cui è stata esposta la maschera di Tutankhamon fino al trasferimento al GEM lo scorso 19 ottobre, pannelli e vetrine presentano documenti originali e copie di lettere, disegni, foto e pagine di giornali relativi alla scoperta del 1922.

La tomba di Hesyra ricostruita

Tra i reperti più importanti e altrettanto ignorati del Museo Egizio del Cairo, c’erano sicuramente i pannelli dalla mastaba di Hesyra, alto funzionario della III dinastia. Quasi nascoste all’inizio del percorso di visita dell’Antico Regno al piano terra, queste 11 false porte, intagliate nel prezioso legno di cedro del Libano, erano inserite in nicchie nella tomba di Saqqara. La loro unicità è stata finalmente valorizzata grazie a una ricostruzione del corridoio, curata dall’IFAO nella sala 27 del piano terra, con la parete orientale che ospita i pannelli e quella occidentale in cui sono state riprodotte le pitture, tra le più antiche della dinastia.
Le pitture del palazzo di Amenofi III a Malqata

Nella sala 13 est al piano terra, alle spalle della statua colossale di Amenofi III e Tiye, un nuovo allestimento riguarda sempre lo stesso faraone e l’eccezionale apparato decorativo del suo palazzo reale a Malqata, Tebe Ovest. Dopo due anni di lavoro, sotto la guida di Martina Ullmann e Regine Schulz (Università di Monaco) e il finanziamento dell’ARCE, le pitture che ricoprivano mura, pavimenti e soffitti sono state restaurate e disposte insieme a ricostruzioni grafiche degli ambienti originali di Franck Monnier. Colpiscono in particolare i tre gradini decorati con figure di prigionieri siriani e nubiani, posti proprio lì così che il re potesse calpestarli mentre saliva sul trono.
Infine, nell’ala occidentale, sono collocate le delicate pitture dal tempio di Wadi es-Sebua. Il santuario, voluto ancora una volta da Amenofi III, è uno dei tanti templi nubiani ricollocati dopo la costruzione delle dighe di Assuan.





