Tornano notizie dall’area del Bubasteion a Saqqara, sito che negli ultimi anni si è rivelato una fonte inesauribile di ritrovamenti. Questa volta, la missione archeologica egiziana ha liberato dalla sabbia la cappella funeraria di un certo Sekhentiu-Ptah, importante funzionario di Antico Regno.
Leggiamo il nome e titoli del defunto – come Guardiano reale, Sovrintendente ai lavori del re, Sovrintendente ai documenti reali, Custode dei segreti del re, sacerdote della dea Maat e Sovrintendente degli scribi – sulla falsa-porta, che è rimasta ancora al suo posto (il nome è scritto nelle due righe in fondo). Ai piedi della stele, invece, una tavola d’offerta in alabastro. La struttura si trova nel settore A, a ovest del tempio consacrato alla dea gatto Bastet.

A testimonianza della lunghissima vita della necropoli di Saqqara, durante la stessa campagna di scavo è stata scoperta una rete di pozzi funerari risalente al Periodo Tardo, nella quale diversi defunti erano deposti con copertura in cartonnage, centinaia di ushabti in faience, contenitori ceramici e statuette in legno. Tre sarcofagi in pietra erano ancora sigillati. Di questi ultimi ritrovamenti, però, il Ministero non ha ancora fornito foto.






