Forse individuata la città di Mesen lungo la “Via di Horus”

mesen sulla via di horus

Un’iscrizione di Ramesse II potrebbe aver permesso l’individuazione della perduta città di Mesen, roccaforte che, durante il Nuovo Regno, si trovava sul confine orientale dell’Egitto, lungo la cossiddetta “Via di Horus”. Il testo in questione è su un architrave in arenaria appena scoperto da una missione egiziana a Tell Abu Seifa, sito nei pressi del centro di Qantara, nel Delta orientale.

Mesen è uno dei nomi di Edfu, città legata al culto di Horus, ma i testi religiosi egiziani menzionano una controparte settentrionale con lo stesso toponimo. Tradizionalmente si colloca la Mesen del Nord nei pressi di Tjaru o Sile, oggi Tell el-Habua, fortificazione all’inizio della Via di Horus che collegava l’Egitto alla Palestina. In realtà, già alla fine dell’Ottocento, l’egittologo britannico Francis Llewellyn Griffith aveva scoperto a Tell Abu Seifa monumenti ramessidi con il riferimento a “Horus, signore di Mesen”. Il sito era quindi considerato da molti studiosi la sede di Mesen (es. Hanning 1995, p. 1349) ancor prima di quest’ultima scoperta, che comunque fornisce una possibile conferma.

Premettendo che la presenza di un singolo blocco non è una prova inconfutabile, l’architrave menziona il restauro da parte di Ramesse II (1279-1212 a.C.) di una statua di “Horus, signore di Mesen” (titolo che ho evidenziato nella foto in alto). Il pezzo, fratturato in due parti, si trovava in un complesso templare circondato da possenti mura in mattoni crudi. Il centro religioso visse diverse fasi, che raggiunsero l’apice durante il Periodo tolemaico. La struttura fu poi convertita in un castrum militare nel III secolo d.C. e completamente smantellata alla fine del Periodo romano (IV sec.), quando la pietra degli edifici fu utilizzata per la produzione di calce in due grandi fornaci, individuate agli angoli del santuario.

mesen sulla via di horus
Le mura del complesso templare (ph. MoTA)

A testimonianza delle varie fasi, gli archeologi egiziani hanno trovato una statua in scisto di un naoforo della XXVI dinastia (672-525 a.C.), un’altra scultura frammentaria del Periodo Tardo, il torso di una statua reale in basalto e frammenti di effigi di falchi realizzate in basalto e calcare. Il tempio, munito anche di magazzini e ambienti accessori, era accesibile da due strade lastricate sovrapposte, risalenti al periodo tolemaico e al periodo romano.

Mesen sulla via di Horus
Alcuni dei frammenti trovati a Tell Abu Seifa (ph. MoTA)

 

Fonte: Egyptian State Information Service