30 versi inediti di Empedocle trovati in un papiro al Cairo

Empedocle

Empedocle d’Agrigento è stato un celebre filosofo presocratico vissuto nel V secolo a.C., il cui pensiero − che spazia dall’osservazione della natura alla politica, dalla retorica alla medicina − fino a poco fa era conosciuto solo da fonti indirette. Le sue opere originali, infatti, non si sono conservate se non in citazioni di autori successivi come Platone, Aristotele, Lucrezio e Plutarco. Tuttavia, una recente scoperta ha permesso di leggere per la prima volta le parole originali del filosofo.

Nathan Carlig, papirologo dell’Università di Liegi, ha riconosciuto 30 versi in greco di Empedocle in un frammento di papiro (P.Fouad inv. 218) conservato presso l’Institut Français d’Archéologie Orientale del Cairo. Si tratta di una parte inedita dei Physikà, per altro l’unica copia conosciuta perché, secondo gli autori dell’edizione critica del documento, apparterrebbe allo stesso rotolo da Akhmim da cui provengono altri frammenti conservati nella Biblioteca Nazionale e Universitaria di Strasburgo (P.Strasb. inv. gr. 1665-1666).

I versi lacunosi sono disposti su due colonne e, secondo una datazione paleografica, sarebbero stati copiati nel I sec. d.C. Il contenuto riguarda la teoria degli effluvi particellari − che tutte le cose emettono dai pori − e delle percezioni sensoriali che li captano, in particolare la seconda, cioè la vista. Lo studio del testo ha rivelato un’inaspettata influenza su filosofi più recenti, poiché l’opera è probabilmente la fonte diretta di passi di Platone e Teofrasto (IV sec. a.C.) e di Plutarco (II sec. d.C.); inoltre, pone Empedocle come precursore dei filosofi atomisti come Democrito.

 

Fonte: Università di Liegi