Un intero sito residenziale del XVIII secolo d.C. e un cimitero copto di età tardo-antica (IV-VII sec. d.C.) sono stati scoperti nel villaggio di al-Arki, a Farshut nel governatorato di Qena. L’area, che si trova a metà strada tra Dendera e Abido, era già nota per la presenza di una cittadella fortificata riconducibile al principe Hammam ibn Yusuf ibn Ahmad (1709-1769), noto come “Sheikh al-Arab Hammam”, influente capo della tribù di Hawwara che praticamente governava tutto l’Alto Egitto, da Minya ad Assuan.

La missione franco-egiziana diretta da Ahmed el-Shawky (IFAO e Università di Ayn Shams) ha individuato un ricco villaggio della stessa epoca, non del tutto scavato, ma per il momento consistente di sei abitazioni, annessi edifici di servizio e laboratori artigianali. Le costruzioni sono in mattoni crudi e le case sono coperte da cupole di fango o tronchi di palma. Alcune stanze avevano le pareti intonacate di bianco. Nella pavimentazione di uno degli ingressi, gli archeologi hanno notato un blocco di calcare reimpiegato che in origine faceva parte di un sarcofago. Da qui la ricerca degli archeologi ha portato al cimitero copto, più antico e quindi coperto dall’insediamento settecentesco.

La necropoli presenta due tipi di tombe: semplici inumazioni direttamente nel terreno o fosse foderate con muretti di mattoni crudi. Sui resti dei 23 individui finora analazzati sono state individuate tracce di mummificazione nonostante la fede cristiana. Inoltre, i morti erano accompagnati da contenitori di ceramica, sudari di lino e altri tipi di tessuto con le consuete decorazioni copte, tra motivi floreali, croci e iscrizioni.





