Kom Aziza, circa 40 km a est da Alessandria, si conferma uno dei siti più importanti del Delta in epoca greco-romana. La missione egiziana diretta da Khaled Abdel Ghani Farhat ha infatti continuato l’indagine della necropoli locale scoprendo diverse tombe che riflettono la lunga occupazione dell’insediamento, che parte addirittura all’Antico Regno.

Le tipologie di sepoltura sono molteplici e vanno da semplici tombe a fossa a deposizioni in strutture di mattoni crudi, da inumazioni singole a collettive. I defunti erano posti direttamente nel terreno o in sarcofagi in cartonnage dipinto o terracotta. Anche la posizione dei corpi varia molto per via dei diversi periodi storici della necropoli e vede sia l’orientamento nord-sud sia quello est-ovest; le braccia potevano essere allineate lungo i fianchi o incrociate sul petto, le mani poste sul bacino o portate al collo.


Alle fasi più antiche risalgono vasi in pietra, ma sono stati ritrovati anche numerosi contenitori in ceramica, stampi per il pane, strumenti litici e resti di offerte di cibo, come ossa di pesci, uccelli e mammiferi. Particolare e molto rara è la presenza di sepolture di cinghiali, animali che, secondo il direttore della missione, sarebbero da ricondurre al dio Seth, particolarmente venerato nel Delta.






