A Tell el-Koaa, nel Delta Orientale, è stato scoperto un curioso insediamento di epoca Hyksos che presenta caratteristiche piuttosto inedite, soprattutto per la presenza di sepolture che uniscono la tradizione egiziana locale con evidenti influenze asiatiche.

Il sito si trova nello Wadi Tumilat, corso ormai secco di un canale che collegava il ramo più orientale del Delta del Nilo all’area dei Laghi Salati e il Golfo di Suez. Qui, la missione del Consiglio Supremo delle Antichità diretta da Mustafa Hassan ha individuato un abitato regolare di 30 x 60 metri, circondato da mura in mattoni crudi spesse 1,5 m. Il complesso residenziale era ben organizzato in ambienti regolari e autosufficiente, grazie a forni, silos e magazzini per lo stoccaggio delle derrate alimentari.


La presenza di specifici scarabei e soprattutto della tipica ceramica di Tell el-Yahudiya ha permesso di datare l’insediamento al Secondo Periodo Intermedio (1650-1550 a.C. circa), quando in quell’area i cosiddetti Hyksos avevano instaurato il loro dominio. Più precisamente, il ritrovamento di altri reperti, come sigilli e marchi di vasi, colloca il centro – probabilmente un importante snodo commerciale – in una fase di transizione tra la XV dinastia Hyksos e la metà della XVIII dinastia.

In particolare, le dieci tombe scoperte sottolineano questo connubio tra elementi locali e stranieri. Gli archeologi hanno infatti scavato strutture rettangolari in mattoni grudi, simili a piccole mastabe, in cui, tuttavia, i defunti – tra i 25 e i 40 anni – erano deposti in posizione fetale senza traccia di mummificazione. Nei corredi funerari erano compresi anche contenitori in alabastro per il trucco kohl e ossa animali, a testimonianza di offerte alimentari.






