Nord Egitto, Scoperti due edifici del periodo copto

Nord Egitto, Scoperti due edifici del periodo copto - Djed Medu

A distanza di 24 ore, il Ministero del Turismo e delle Antichità ha annunciato due scoperte risalenti al periodo copto, la fase più propriamente chiamata tardo-antica, caratterizzata dalla diffusione del Cristianesimo in Egitto.

Il monastero copto dello Wadi el-Natrun

 

monastero copto
ph. MoTA

Nello Wadi el-Natrun, valle nel deserto a un centinaio di chilometri a nord-ovest dal Cairo, sono stati individuati i resti di un monastero del IV-VI secolo. Il luogo di ritrovamento, che deve il suo nome al natron utilizzato nella mummificazione, non è casuale poiché è una delle regioni più sacre per il Cristianesimo egiziano a partire dall’arrivo di San Macario nel 330. Il monastero, scavato da una missione congiunta del Consiglio Supremo delle Antichità e dalla Cairo University, fa quindi parte del cospicuo gruppo di edifici abitati da eremiti e monaci prima della conquista araba.

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ph. MoTA

La struttura, composta da muri in mattoni crudi che raggiungono i 60-70 cm di spessore, copre un’area di 2000 m². Al centro c’è una corte aperta attorno alla quale si dispongono unità separate, a loro volta composte da cortili più piccoli, celle, cucine e magazzini. Le pareti erano intonacate di bianco e decorate con croci e motivi floreali e geometrici. Numerose sono anche le iscrizioni in copto, con testi religiosi e liste con i nomi dei monaci che risiedevano nella struttura. A questi ultimi appartengono probabilmente i resti ossei inumati in camere sepolcrali situate nel monastero.

La foresteria copta di Qalaya

monastero copto
ph. MoTA

Poco più a nord, a Hosh Eissa, un’altra missione egiziana ha scoperto un edificio copto del V sec. d.C. Qalaya, l’area in cui è stato effettuato il ritrovamento, è la sede della seconda comunità monastica più grande della storia dell’Egitto. La struttura era una sorta di foresteria che accoglieva monaci anziani, novizi e pellegrini ed era composta da 13 ambienti multifunzionali, tra celle, spazi comuni, cucine e magazzini. In particolare, la parte settentrionale comprende una sala più ampia caratterizzata elementi architettonici decorati, come piattaforme in pietra con elementi floreali, che probabilmente serviva all’accoglienza dei visitatori. A est, invece, si trova una nicchia con abside con una croce in calcare per la preghiera.

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ph. MoTA

Anche in questo caso, alle pareti c’erano affreschi con figure monastiche e motivi floreali e animali. Resti ossei di uccelli e mammiferi e conchiglie di ostriche offrono una panoramica dei cibi consumati all’interno della struttura. Tra le scoperte più significative spicca una lapide rettangolare in calcare, che si trovava all’ingresso di una delle camere, con un’iscrizione in copto che indica la morte di un uomo chiamato Aba Kir ibn Shenouda.

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ph. MoTA

 

Fonti: State Information Service; Ministero del Turismo e delle Antichità