A Marina el-Alamein, località turistica sul Mediterraneo a pochi chilometri dalla città che ricordiamo principalmente per celebri battaglie della seconda guerra mondiale, gli archeologi egiziani hanno scoperto ben 18 tombe risalenti al periodo tolemaico e a quello romano (IV sec. a.C.-IV d.C.), alcune delle quali integre.


Le tipologie di sepoltura sono multiple, riflettendo una chiara stratificazione sociale della necropoli. 11 sepolture sono ipogei interamente scavati nella roccia, per una profondità media di 8 metri. Una di queste è il frutto di un adattamento di un pozzo idrico già esistente. Le altre 7 sepolture erano costruite in superficie con blocchi di calcare. Una delle tombe più ricche (foto in cima all’articolo) includeva un grande sarcofago di granito lungo 2,5 metri, ancora sigillato e con resti scheletrici all’interno. Il vicino inumato, invece, era accompagnato da una sfinge in faience. Tra gli altri oggetti di corredo recuperati, spiccano una statua in marmo di Afrodite e una stele funeraria con un personaggio maschile seduto che tiene in mano un uccello.


Con questo ritrovamento, le tombe di Marina el-Alamein, nota dal punto di vista archeologico dal 1986, salgono a 44. E, come tipico per l’epoca greco-romana, anche in questa necropoli i defunti erano dotati di lamine in oro sulla lingua.






