A Heracleopolis Magna, l’attuale Ihnasiya el-Medina nel governatorato di Beni Suef, gli archeologi egiziani hanno scoperto diverse strutture risalenti al periodo greco-romano. Tra queste spicca una basilica di epoca romana, realizzata con elementi architettonici di un precedente tempio dorico – di cui restano ancora in piedi tre colonne – e a sua volta riconvertita in un edificio religioso cristiano nel VI sec. d.C.

Tra i blocchi reimpiegati per le strutture successive, ne è stato individuato uno in calcare con i cartigli di Sesostri III (1879-1846 a.C.), confermando così – come era successo nel 2017 con un architrave iscritto con i nomi di Sesostri II (1895-1879) – l’importanza dell’area di Heracleopolis Magna anche durante il Medio Regno. La titolatura del faraone è associata in questo caso al culto di Osiride Naref, versione locale del dio dell’oltretomba.


Non è citato nel comunicato ufficiale, ma si vede in foto che un altro blocco reca il cartiglio dell’imperatore Antonino Pio (138-161 d.C.), che evidentemente ha finanziato, come in altri siti in Egitto, la costruzione o la decorazione di edifici. Tra i ritrovamenti vanno sicuramente citati anche la testa di una bella statua in marmo di Afrodite (24 x 25 cm) e stampi in terracotta per monete di epoca romana.


Fonti: Ministero del Turismo e delle Antichità; Ahram Online





