La missione egiziano-cinese a Karnak ha individuato rilievi con la figura del dio Hapi, personificazione della piena del Nilo e dispensatore di fertilità. Il ritrovamento è stato effettuato all’interno della cinta di Montu, nell’area settentrionale del complesso templare, in un’area indagata fin dal 2018.
Guardando le date sulle lavagnette nelle foto che passano nel relativo filmato, sembra però che non sia una nuova scoperta ma la comunicazione di ulteriori risultati conseguiti durante la campagna di scavo dello scorso gennaio, quando era stato annunciato il ritrovamento di un lago sacro. All’inizio dell’anno, infatti, si era parlato anche di tre cappelle dedicate a Osiride, in cui erano già stati identificati rilievi con processioni di portatori di offerte. Questo tipo di scene, in cui compare Hapi, è molto frequente nei registri inferiori alla base delle pareti dei templi.
Tuttavia, da questo nuovo annuncio emergono informazioni in più. Il recente scavo di una quinta cappella osiriaca avrebbe rivelato un altro rilievo con Hapi. Si tratta di due raffigurazioni a coppia del dio, poste specularmente ai lati dell’ingresso della struttura (foto in basso). Come spiega Wen Jing, egittologa dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali e membro della missione a Karnak, le fattezze stesse della divinità sono utili alla datazione della cappella, collocabile tra la XXV e la XXVI dinastia (747-525 a.C.). Le forme morbide e tozze sono tipiche del cosiddetto “rinascimento egizio” della fine del III Periodo Intermedio, uno stile arcaizzante che prendeva spunto dall’arte dei millenni precedenti.





