Altri 13.000 ostraka dall’antica Athribis! La missione egiziano-tedesca diretta da Christian Leitz (Università di Tübingen) e Mohamed Abdelbadia (Ministero del Turismo e delle Antichità) ha individuato ulteriori frammenti ceramici iscritti dal sito di Sheikh Hamad, a 7 km dalla città di Sohag. L’area di scavo comprende il complesso templare dedicato alla dea leonessa Repit, gli insediamenti, le necropoli e le cave di calcare.
Dal 2005 sono stati già circa 43.000 gli ostraka scoperti ad Athribis, che quindi diventa il sito in Egitto con il nucleo più cospicuo di questo tipo di reperti. Si tratta di documenti scritti che coprono oltre un millennio, dal III secolo a.C. al IX-XI sec. d.C. In generale si registrano testi amministrativi (ricevute fiscali, ordini di consegna), calcoli, liste di nomi, esercizi scolastici, inni religiosi e rari – 130 per la precisione – quanto importanti oroscopi.
Le lingue e i sistemi di scrittura adottati sono molteplici, a testimonianza della lunga storia e dei cambiamenti della città di Athribis. Per la maggior parte si riscontrano testi in demotico (60-75%), poi greco (15-30%), ieratico (1,5%), geroglifico (0,25%), copto (0,2%) e arabo (0,1%). Una buona percentuale (4-5%) è coperta anche da ostraka figurati, con disegni di animali, uomini e divinità o semplici figure geometriche.



Fonti: Ministero del Turismo e delle Antichità; phys.org
Lo studio preliminare dei documenti, coordinato da Sandra Lippert (CNRS – École Pratique des Hautes Études, Parigi): https://shs.hal.science/halshs-04313716v1





